<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>InchiostroLibri.it</title>
	<atom:link href="http://www.inchiostrolibri.it/?feed=rss2" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.inchiostrolibri.it</link>
	<description>Il suono delle parole</description>
	<lastBuildDate>Wed, 22 May 2013 14:43:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.5.1</generator>
		<item>
		<title>Maggio 2013: arrivano in fumetteria le novità Marvel e DC Comics</title>
		<link>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1945</link>
		<comments>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1945#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 22 May 2013 08:15:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelapansini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comics: nuove uscite]]></category>
		<category><![CDATA[A+X]]></category>
		<category><![CDATA[Avengers]]></category>
		<category><![CDATA[Avengers Arena]]></category>
		<category><![CDATA[Battle Royale]]></category>
		<category><![CDATA[cartoon]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[DC Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Deadpool]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[Hunger Games]]></category>
		<category><![CDATA[Incredibili Avengers]]></category>
		<category><![CDATA[Iron Man]]></category>
		<category><![CDATA[Jack Kirby]]></category>
		<category><![CDATA[marvel]]></category>
		<category><![CDATA[Marvel Now!]]></category>
		<category><![CDATA[Panini]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Downey Jr.]]></category>
		<category><![CDATA[Skottie Young]]></category>
		<category><![CDATA[Stan Lee]]></category>
		<category><![CDATA[Uncanny Avengers]]></category>
		<category><![CDATA[variant B]]></category>
		<category><![CDATA[Zero Month]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inchiostrolibri.it/?p=1945</guid>
		<description><![CDATA[Il maggio di quest’anno è un mese da tenere d’occhio per gli appassionati del fumetto americano mainstream, difatti arrivano anche da noi le novità Marvel e DC Comics più attese: il ‘Marvel Now!’ dell’omonima casa editrice e lo ‘Zero Month’ della Dc. Vediamo quindi di fare un po’ di chiarezza su questi due ambiziosi progetti [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Incredibili_avengers.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1946" alt="Incredibili_avengers" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Incredibili_avengers-300x300.jpg" width="300" height="300" /></a>Il maggio di quest’anno è un mese da tenere d’occhio per gli appassionati del fumetto americano mainstream, difatti <b>arrivano anche da noi le novità Marvel e DC Comics più attese: il ‘Marvel Now!’ dell’omonima casa editrice e lo ‘Zero Month’ della Dc</b>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Vediamo quindi di fare un po’ di chiarezza su questi due ambiziosi progetti e di saggiarne la qualità, per i neofiti che si vorrebbero avvicinare e per gli appassionati di vecchia data che potrebbero rimanere scettici su queste manovre editoriali fin troppo dibattute.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Partiamo dal ‘Marvel Now!’, spiegando che non si tratta – come è stato sottolineato caldamente dalla Panini (che ne cura la pubblicazione italiana) – di un azzeramento delle trame che dal ’61 ad oggi continuano ad appassionare lettori di tutte le età, ma piuttosto della volontà di creare un punto di partenza ideale per i lettori, sperimentando nuovi team creativi e lasciando più carta bianca agli autori, così come era stato chiesto dai fans.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Il ‘Marvel Now!’ non partirà simultaneamente per tutte le testate, ma, mese dopo mese, farà ripartire dal numero uno tutte le serie, eccezion fatta per ‘Deadpool,’ che dovrà aspettare fino al gennaio 2014.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Inizia quindi con due testate: ‘Incredibili Avengers’ e ‘Iron Man’ che contengono rispettivamente, nei primi numeri, ‘Uncanny Avengers’ di Rick Remender e John Cassaday, ‘Avengers Arena’ di Hopeless, Walker e Martin, e ‘Iron Man’ di Gillen e Greg Land e ‘A+X’ di Peter David e Mike Del Mundo.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><b>‘Incredibili Avengers’</b> parte molto bene e sottolinea il suo collegamento con le vecchie storie, celebrando il morto illustre, ultima vittima della spietata strategia di Crossover Marvel, che ormai avvengono quasi ogni due numeri, e punta a creare un gruppo di eroi ‘misto’, presentando sia i classici Avengers che i meno conosciuti Mutanti, miscelando sapientemente vecchie situazioni e nuove trame. Inoltre, occhio al finale, che è davvero una bella chicca.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">I disegni sono buoni e danno il loro meglio nelle scene di ombra, difatti Cassady è famoso per la sua  scarsa bravura nei volti.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><b>‘Avengers Arena’</b> è un’ottima storia d’appendice, di cui sono presentati i primi due episodi, e ruota attorno al plot stranoto di ‘Battle Royale’ e ‘Hunger Games’, di cui è apertamente debitore, con personaggi estratti dai Teenteam della Marvel, come i Runaways o i membri della Avengers Academy che vengono incitati a cacciarsi a morte nella speranza di avere salva la vita.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Dietro tutto questo? Arcade, naturalmente.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><b>‘Iron Man’</b> parte in maniera discreta, qui è più facile capire la direzione presa, dato che ci vengono presentati i primi tre episodi. La trama riprende gli eventi narrati nel film ‘Iron Man 3’, secondo le regole Marvel, che per cercare visibilità costringe da dieci anni a questa parte gli scrittori a introdurre gli antagonisti visti nei film sulla carta in contemporanea con l’uscita del film. Nonostante questa evidente limitazione artistica la storia si fa leggere e intrattiene abbastanza, anche se i disegni legnosi e le didascalie estremamente prolisse proprio durante gli scontri non aiutano certo a renderlo veloce come invece dovrebbe essere.</span></p>
<p><img class="alignright  wp-image-1947" style="margin: 3px" alt="iron_man" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/iron_man.jpeg" width="281" height="426" /></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Simpatica la storia di appendice, che diverte molto di più di quanto dovrebbe fare quella principale. Difatti questa, nonostante tenti di fare il verso alla verve comica di Downey Jr., molto spesso fallisce.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Parliamo adesso dell’<b>edizione italiana, curata dalla Panini Comics</b>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">La tanto amata/odiata casa editrice gestisce le cose al meglio, presentando sommari azzeccati e spostando tutto il suo parco testate in edicola (che per molti è l’unico luogo dove poter acquistare i fumetti) e lancia sul mercato una valanga di variant e edizioni speciali (come quelle con maglietta allegata, che farà la felicità di molti appassionati). Una di queste linee è addirittura disponibile in edicola: la variant B (dove B sta per ‘baby’) di Skottie Young, che mostra i nostri eroi e criminali trasformati in bambinelli tondi e carini.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Il prezzo lancio è davvero molto buono, essendo di 1 Euro per ‘Avengers’ e 2 euro per ‘Iron Man’.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">In generale, un’ottima manovra, che consiglio di tenere d’occhio, fosse solo per il prezzo di copertina a dir poco stracciato e l’edizione comunque discreta, con buoni apparati redazionali e una grafica interna rinnovata.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><em> (Continua…)</em></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong>di Teo Paolicelli</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inchiostrolibri.it/?feed=rss2&#038;p=1945</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;evoluzione del mito orientale di Son Goku nell&#8217;universo manga</title>
		<link>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1937</link>
		<comments>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1937#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 15 May 2013 16:38:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelapansini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anime&manga]]></category>
		<category><![CDATA[Akira Toriyama]]></category>
		<category><![CDATA[anime]]></category>
		<category><![CDATA[Astroboy]]></category>
		<category><![CDATA[Black Jack]]></category>
		<category><![CDATA[Buddha]]></category>
		<category><![CDATA[Cina]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[cosplay]]></category>
		<category><![CDATA[Dragon Ball]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[geek]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[Kazuya Minekura]]></category>
		<category><![CDATA[La Principessa Zaffiro]]></category>
		<category><![CDATA[Le tredici fatiche di Ercolino]]></category>
		<category><![CDATA[Leiji Mastumoto]]></category>
		<category><![CDATA[Liber Liber]]></category>
		<category><![CDATA[manga]]></category>
		<category><![CDATA[Masashi Kishimoto]]></category>
		<category><![CDATA[Milo Manara]]></category>
		<category><![CDATA[mitologia]]></category>
		<category><![CDATA[Naruto]]></category>
		<category><![CDATA[nerd]]></category>
		<category><![CDATA[onigiri]]></category>
		<category><![CDATA[Oriente]]></category>
		<category><![CDATA[Osamu Tezuka]]></category>
		<category><![CDATA[otaku]]></category>
		<category><![CDATA[Saiyuki]]></category>
		<category><![CDATA[Science Fiction Saiyuki Starzinger]]></category>
		<category><![CDATA[Scimmiotto]]></category>
		<category><![CDATA[Son Goku]]></category>
		<category><![CDATA[Starzinger]]></category>
		<category><![CDATA[Sun Wukong]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggio in Occidente]]></category>
		<category><![CDATA[Wu Cheng’en]]></category>
		<category><![CDATA[Xiyou Ji]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inchiostrolibri.it/?p=1937</guid>
		<description><![CDATA[Il primo manga che ho letto in vita mia è stato ‘Dragon Ball’ di Akira Toriyama. Probabilmente si tratta di un manga scontato, visto che all’epoca – parlo del lontano 2000 – era diventato famosissimo per i passaggi in tv della versione animata e miei albi erano già ristampe, quindi non era esattamente una novità [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Dragon-Ball.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1938" style="margin: 2px" alt="Dragon Ball" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Dragon-Ball-300x246.jpg" width="300" height="246" /></a>Il primo manga che ho letto in vita mia è stato <b>‘Dragon Ball’ di Akira Toriyama</b>. Probabilmente si tratta di un manga scontato, visto che all’epoca – parlo del lontano 2000 – era diventato famosissimo per i passaggi in tv della versione animata e miei albi erano già ristampe, quindi non era esattamente una novità editoriale.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Il protagonista di ‘Dragon Ball’ è Son Goku, un personaggio che fa parte della mitologia orientale, non un’invenzione del Sensei. Le sue origini si perdono nel tempo e probabilmente sono più antiche di quanto sappiamo.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><b>Son Goku è uno dei protagonisti di un romanzo popolare</b> – uno dei grandi romanzi cinesi redatti in lingua parlata, quindi non incluso in quella che era la letteratura ufficiale – che è insieme racconto di formazione, cavalleresco, religioso, satirico, di viaggio.  Il titolo ufficiale lo rivela: <b>‘Xiyou Ji’, ovvero ‘Viaggio in Occidente’, e la sua stesura risale probabilmente al 1570 da parte di Wu Cheng’en</b>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Raccontare nel dettaglio la marea di personaggi che prendono parte al ciclo di storie sarebbe lungo, lunghissimo! In più di mille pagine si parla di dèi, dell’Imperatore di Giada, del Buddha, ma anche di animali parlanti, monaci e draghi. Non mancano le battaglie, i trabocchetti e le massime zen.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><b>Il filo conduttore del romanzo passa attraverso il tema del viaggio</b>, appunto: il monaco buddista Tripitaka, l’unico uomo di tutta la storia, deve compiere un viaggio in Occidente, precisamente in India, per conto dell’Imperatore della Cina, con lo scopo di recuperare degli scritti, dei Sutra, del Buddha. Tripitaka si procura tre compagni di viaggio e un cavallo in modo rocambolesco e parte per l’avventura, costellata da incontri con dèmoni e mostri, affrontando prove e battaglie.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><b>La prima parte del romanzo è dedicata a Son Goku, in cinese Sun Wukong, per gli amici Scimmiotto</b>. È lui il vero protagonista della storia, quello che si prende gioco di tutti, compresi gli dèi. La descrizione dell’aspetto del personaggio non è edificante: è una scimmia brutta, con le gambe storte, piccoletta e tutta muscoli. E delle scimmie conserva le peculiarità: è curioso, dispettoso e si diverte a imitare gli altri, è allegro ma si incollerisce facilmente. Ma Scimmiotto è anche un grande esperto di arti marziali.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Son Goku non è una scimmia normale, è chiaro. Viene generato dall’unione del Cielo e della Terra, in cima a una montagna che, «a lungo accarezzata, finì per essere penetrata da un pensiero, si ritrovò divinamente incinta e un bel giorno si spaccò, partorendo un uovo di pietra grande come un pallone. Esposto all’aria aperta, esso si trasformò in una scimmia provvista dei cinque sensi e munita delle quattro membra».</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">È difficile classificare la natura di Son Goku, tanto che l’Imperatore di Giada (una sorta di Zeus dell’Olimpo orientale) prima si incuriosisce, poi lo giudica una scimmietta qualunque.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Scimmiotto si autoproclama re di un gruppo di scimmie, ma subito si mostra insoddisfatto, perché desidera l’immortalità e per imparare il Tao va alla ricerca di un maestro, che gli affibbia un nome: ‘Sun’, ovvero Scimmiotto, e ‘Wukong’, consapevole del vuoto.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Già nel romanzo ha la sua bella nuvola su cui spostarsi e il suo bastone che si allunga e si accorcia a piacere, proprio come il Son Goku di Toriyama.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Purtroppo Scimmiotto non è mai contento, viaggia dappertutto e finisce per autoproclamarsi Grande Santo Uguale al Cielo e l’Imperatore di Giada è costretto a intervenire. Lo accoglie nel Mondo Celeste, ma Son Goku non ha rispetto per le gerarchie, quindi l’Imperatore gli affida un compito, nominandolo custode  del Frutteto delle Pesche dell’Immortalità. Cadendo nell’ozio, mangia quasi tutte le pesche, crea scompiglio perché non invitato a una festa ufficiale, si imbuca, si abboffa e si mette a bere «come lo scarico di un lavandino» e poi se la dà a gambe per paura delle conseguenze. Combina altri guai ed è il Buddha a intervenire, imprigionandolo sulla Montagna dei Cinque Elementi. Sarà poi Tripitaka a liberarlo e a costringerlo ad obbedirgli grazie a un berretto d’oro che si stringe sul suo capo con una formula magica.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><b>Raccontando la storia dell’origine del mito, probabilmente molti si saranno accorti delle somiglianze che alcuni personaggi dei manga e degli anime hanno con questa scimmietta irrequieta</b>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Soltanto in due casi si conserva il nome del protagonista e si rende facile il riconoscimento.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Oltre al conosciuto Goku di Dragon Ball, un altro Son Goku è comparso negli ultimi anni, come uno dei protagonisti di un manga che riprende quasi in toto la storia del viaggio in Occidente: <b>‘Saiyuki’ di Kazuya Minekura</b>, che è la traduzione in giapponese del titolo del romanzo cinese. In questo caso vengono rispettati in modo più sistematico alcuni aspetti del romanzo e del personaggio, a parte la capacità di «cavalcare le nuvole<i>»</i>: ha il suo bastone, un diadema dorato, uno spirito irrequieto e la sua forza e abilità nelle arti marziali.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"><a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Saiyuki-Kazuya-Minekura.jpg"><img class="size-medium wp-image-1940 alignright" style="margin: 2px" alt="Saiyuki - Kazuya Minekura" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Saiyuki-Kazuya-Minekura-216x300.jpg" width="216" height="300" /></a>Recentemente, il personaggio di Son Goku è stato citato anche in un altro manga che con Dragon Ball ha molti legami: <strong>‘Naruto’ di Masashi Kishimoto</strong>. È solo una figura di passaggio, ma fa capire come il suo mito in Giappone sia costantemente rivisitato.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Molto più camuffato è in un manga poco conosciuto, rispetto alla sua versione animata, dal titolo <b>‘Science Fiction Saiyuki Starzinger’ di Leiji Mastumoto</b>, noto ai più solo come ‘Starzinger’. La storia del viaggio resta sempre la stessa, ma i personaggi si discostano un po’ dagli originali. Son Goku è diventato il ribelle Jan Kugo, ne è stato in parte anagrammato il nome, ma, se anche fosse stato diverso, la sua arma spaziale non è altro che una versione tecnologicamente avanzata del bastone che si allunga e si accorcia e possiede il diadema dorato che permette alla Principessa Aurora di sottometterlo, quando mostra segni di ribellione.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Le storie di Scimmiotto sono state rese un fumetto e un anime ancora prima degli anni Settanta, epoca in cui Matsumoto rivoluzionò il fumetto science fiction. Esistono versioni datate 1967 e 1952, entrambe firmate da <b>Osamu Tezuka, l’autore di ‘La Principessa Zaffiro’, ‘Astroboy’ e ‘Black Jack’</b>. Il manga del 1952 divenne un film, ribattezzato in Italia ‘Le tredici fatiche di Ercolino’, secondo l’uso del tempo di riadattare in salsa nostrana delle leggende orientali. Non stupitevi, se non immaginavate nemmeno che dietro Ercolino ci fosse Son Goku.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">La scimmia ribelle, il semidio, il Santo Uguale al Cielo ha ispirato molti, è diventato un mito conosciuto e si è reso protagonista o comparsa di molti manga. <b>Anche Milo Manara si è lasciato contagiare dal personaggio con una storia del 1976, intitolata ‘Lo Scimmiotto’</b>.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000">Son Goku resta uno dei personaggi che hanno più stimolato l’immaginazione dei mangaka giapponesi, è uno dei personaggi più amati nella tradizione orientale e il suo mito probabilmente ha origini molto più antiche, che si perdono tra gli dèi indiani, di quell’Occidente verso cui il viaggio è rivolto.</span></p>
<p style="text-align: justify"><span style="color: #000000"> </span><span style="color: #000000"><b>Se qualcuno volesse leggere le avventure del ‘Viaggio in Occidente’, l’unica versione integrale la trovate su <span style="color: #ff0000"><a href="http://www.liberliber.it/libri/w/wu_cheng_en/index.php"><span style="color: #ff0000">Liber Liber</span></a></span>, in maniera completamente gratuita. </b></span></p>
<p style="text-align: justify"><strong>di Lucrezia Modugno</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inchiostrolibri.it/?feed=rss2&#038;p=1937</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Napoli Comicon 2013: un’edizione di successo, ma non senza polemiche</title>
		<link>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1928</link>
		<comments>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1928#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 08 May 2013 10:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>angelapansini</dc:creator>
				<category><![CDATA[comics&cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Alfredo Castelli]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[BAO Publishing]]></category>
		<category><![CDATA[Bonelli]]></category>
		<category><![CDATA[Building Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Centro Fumetto Andrea Pazienza]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[cosplay]]></category>
		<category><![CDATA[Davide La Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[Davide Toffolo]]></category>
		<category><![CDATA[Disney]]></category>
		<category><![CDATA[Frankenstein Junior]]></category>
		<category><![CDATA[fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[Futuro Anteriore]]></category>
		<category><![CDATA[geek]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Carpinteri]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Cavazzano]]></category>
		<category><![CDATA[GiorgioCavazzano]]></category>
		<category><![CDATA[Igort]]></category>
		<category><![CDATA[La Bibbia 2]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Mattotti]]></category>
		<category><![CDATA[Michele Ginevra]]></category>
		<category><![CDATA[Miguel Ángel Martín]]></category>
		<category><![CDATA[Milo Manara]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[napoli]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli Comicon]]></category>
		<category><![CDATA[nerd]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Pesce Editore]]></category>
		<category><![CDATA[Ogni maledetto lunedì su due]]></category>
		<category><![CDATA[otaku]]></category>
		<category><![CDATA[Pierz]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Recchioni]]></category>
		<category><![CDATA[salone]]></category>
		<category><![CDATA[Soul Calibur]]></category>
		<category><![CDATA[Suore Ninja]]></category>
		<category><![CDATA[Tanino Liberatore]]></category>
		<category><![CDATA[Topolino]]></category>
		<category><![CDATA[Tre Allegri Ragazzi Morti]]></category>
		<category><![CDATA[Un polpo alla gola]]></category>
		<category><![CDATA[Valvoline]]></category>
		<category><![CDATA[Vanessa Cardinali]]></category>
		<category><![CDATA[Will Eisner]]></category>
		<category><![CDATA[Zerocalcare]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inchiostrolibri.it/?p=1928</guid>
		<description><![CDATA[Sessantamila sono le presenze registrate per la quindicesima edizione del Napoli Comicon, ospitato dal 25 al 28 aprile  nell’ormai consueta location della Mostra d’Oltremare. Tema conduttore del Salone Internazionale del Fumetto di Napoli di quest’anno il legame artistico tra Fumetto &#38; Architettura,  entrambe discipline creatrici di mondi da abitare, nella realtà come nella fantasia. La [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify"><a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Comicon_locandina.jpg"><img class="size-medium wp-image-1929 alignleft" style="margin: 2px" alt="Comicon_locandina" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Comicon_locandina-300x225.jpg" width="300" height="225" /></a>Sessantamila sono le presenze registrate per la quindicesima edizione del Napoli Comicon, ospitato dal 25 al 28 aprile  nell’ormai consueta location della Mostra d’Oltremare.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Tema conduttore del <span style="color: #ff0000"><a href="http://www.comicon.it/" target="_blank"><span style="color: #ff0000">Salone Internazionale del Fumetto di Napoli</span></a></span> di quest’anno il legame artistico tra Fumetto &amp; Architettura</strong>,  entrambe discipline creatrici di mondi da abitare, nella realtà come nella fantasia.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>La mostra ‘Building Comics’ ha visto la presenza delle tavole di illustri artisti italiani e internazionali</strong>, dal belga François Schuiten al fumettista e architetto olandese Joost  Swarte, per passare da Chris Ware a Attilio Micheluzzi; sono state esposte alcune riproduzioni di Otomo, Moebius, Mazzucchelli, fino a bellissimi originali di Will Eisner e alcune tavole storiche del ‘Little Nemo’ di Winsor McCay e del ‘Krazy Kat’ di George Herriman, senza dimenticare di passare per le serie Disney e  Bonelli.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>A Mino Milani</strong>, sceneggiatore di storie disegnate da firme come Pratt, Battaglia, Manara, Di Gennaro,  Micheluzzi, Toppi, <strong>è stata dedicata la mostra ‘L’inviato nel tempo’</strong>.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Strepitosa l’esposizione delle opere dell’autore franco-serbo Enki Bilal, ‘I fantasmi del Louvre’</strong>, prima mostra mai dedicata dal museo parigino a un fumettista e pubblicate in Italia in un sontuoso volume edito da BAO Publishing.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>I ragazzi e le ragazze di Futuro Anteriore</strong> – progetto avviato nel 2002 per la valorizzazione dei nuovi autori italiani, a cura di Napoli COMICON e del Centro Fumetto Andrea Pazienza –, ovvero Laura Fuzzi, Eleonora Antonioni, Andrea Settimo e Lorenzo Palloni, sotto la guida di Michele Ginevra, in versione  sperimentale <strong>hanno realizzato il loro progetto ‘Archireality’</strong>, disegnando le tavole dei fumetti durante il Salone, in uno spazio, una ‘casa’ posta al centro della mostra principale (purtroppo non immediatamente visibile, perché nascosta dal portale che apriva il padiglione della mostra principale), a contatto con i visitatori.</p>
<p style="text-align: justify">Non trascurabile poi la presenza di ospiti prestigiosi, come Tanino Liberatore, Giorgio  Cavazzano, Lorenzo Mattotti, Igort, Giorgio Carpinteri, Alfredo Castelli. Citarli tutti sarebbe impossibile e tedioso.</p>
<p style="text-align: justify">Il traguardo 3000 di Topolino è stato invece festeggiato con <strong>il saggio ‘Magica Disney – 3000 volte Topolino’ (ed. Napoli COMICON)</strong>, così come l’anniversario per i trent’anni del gruppo Valvoline,  l’avanguardia che nella Bologna dei primi anni Ottanta, tra le pagine della rivista «Alter Alter», cambiò il volto  del fumetto italiano.</p>
<p style="text-align: justify">Ma se può risultare difficile riassumere in breve gli stimoli e l’offerta artistica del Comicon – che non guarda solo al fumetto ma si spinge verso l’animazione i games, i cosplay e la musica –, va ricordato che  manifestazioni di questo tipo, straordinari luoghi di aggregazione, ruotano sopratutto attorno alla vendita dei  fumetti e alla presenza degli autori che fanno sempre la differenza. Perché, come ha ricordato lo stesso  Michele Ginevra sul suo <span style="color: #ff0000"><a href="http://sonoioche.blogspot.it/2013/05/comicon-2013-presenti-e-futuri-del.html"><span style="color: #ff0000">blog</span></a></span>, «<strong>nonostante la crisi, sessantamila persone, quasi tutte giovanissime, hanno  voluto partecipare, ritrovarsi</strong>. E si è pure speso. [...] Mentre fumetterie e edicole sono sempre più in  difficoltà, l’acquisto in fiera consente di ottenere le pubblicazioni con la dedica dell’autore e magari con  sconto».</p>
<p style="text-align: justify">Se è vero infatti che il pubblico del Napoli Comicon è eterogeneo e trasversale, attratto da eventi che vanno ben al di là del fumetto strettamente detto, quest’ultimo resta il tema portante del Salone, anche grazie alle novità presentate dagli editori.</p>
<p style="text-align: justify">E così a farla da padroni sono stati nomi come <strong>Zerocalcare</strong> –vincitore del premio Micheluzzi nella categoria  Miglior fumetto con ‘Un polpo alla gola’ e del Premio Speciale XL – il quale, rifocillato dai fans che gli recavano in dono intere confezioni di plumcake, ha tenuto interminabili sessioni di  autografi allo stand BAO, l’editore che al Napoli Comicon ha presentato il nuovo attesissimo volume del  fumettista romano, ‘Ogni maledetto lunedì su due’.<a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Comicon_Zerocalcare.jpg"><img class="size-medium wp-image-1931 alignright" style="margin: 2px" alt="Comicon_Zerocalcare" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Comicon_Zerocalcare-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify">Accanto a lui <strong>Davide La Rosa</strong>, «il cui umorismo nonsense cortesemente iconoclasta sta conquistando  numerosi fans», sempre per citare Ginevra. Lo sceneggiatore comasco era in fiera per la presentazione del  primo volume di <span style="color: #ff0000"><a href="http://www.inchiostrolibri.it/?p=1909"><span style="color: #ff0000">‘Suore Ninja’</span></a></span> (Star Comics), in coppia con la disegnatrice Vanessa Cardinali, e ‘La Bibbia 2’  (Nicola Pesce Editore), realizzato a quattro mani con Luca Piersantelli, in arte Pierz.</p>
<p style="text-align: justify">Allo stand NPE è stato possibile incontrare anche <strong>Miguel Ángel Martín</strong>, in uscita con il volume ‘Brian The  Brain’, e <strong>Roberto Recchioni</strong>, uno dei protagonisti del Salone, ideatore con Emiliano Mammucari della  prossima serie Bonelli a colori dal titolo ‘Orfani’.</p>
<p style="text-align: justify">Fra gli ospiti del Napoli Comicon anche <strong>Davide Toffolo</strong>, autore (le sue graphic novel sono tradotte in vari  paesi del mondo) e musicista della band Tre Allegri Ragazzi Morti, che ha incontrato i fumettisti di XL e il  direttore Luca Valtorta; il maestro <strong>Tanino Liberatore</strong>, in mostra per il Salone Comicon OFF con la sua opera  cult, ‘Ranxerox’ (COMICON Edizioni); <strong>Giorgio Cavazzano</strong>, uno dei disegnatori di fumetti umoristici più  apprezzati in Europa, la cui arte è stata prestata sia ai fumetti Disney sia nella creazione di fumetti umoristici  non disneyani, sia di fumetti di genere realistico.</p>
<p style="text-align: justify">Ma il Napoli Comicon, come tutte le manifestazioni di questo tipo, è anche il regno dei nerd, degli otaku e dei cos play, che hanno colorato e reso magica l’area della Mostra d’Oltremare.</p>
<p style="text-align: justify"><strong>Ad aggiudicarsi il Comicon Cosplay Challenge Pro, qualificandosi per l’EuroCosplay Championship 2013, è stata Sara Manca, con il personaggio di Hildegard von Krone, dal videogioco Soul Calibur</strong>. Fra gli altri riconoscimenti assegnati una menzione  speciale va a Salvatore Guerriero, Giovanni Pezzella, Patrizio Prisco, ai quali è andato il Premio  Vintage grazie a una esibizione tratta dal film ‘Frankenstein Junior’.</p>
<p style="text-align: justify"><a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Comicon_visitatori.jpg"><img class="size-medium wp-image-1930 alignleft" style="margin: 2px" alt="Comicon_visitatori" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/05/Comicon_visitatori-300x200.jpg" width="300" height="200" /></a>Questa è stata però anche l’edizione delle polemiche, prima su tutte quella sul consentire l’ingresso a chi, chiaramente,  con l’universo fumettistico/nerd/cosplay non ha alcuna attinenza. Disturbatori che si sono limitati a infastidire i  partecipanti con atteggiamenti al limite della decenza, fino a sfociare nell’aggressione ai danni di un cosplay da parte di un gruppo di balordi, successivamente identificati e allontanati dalla direzione.</p>
<p style="text-align: justify">Un episodio che c’è da augurarsi sia isolato e frutto di una mentalità becera e distorta, figlia di quell’ignoranza che  giudica ciò che è diverso, incomprensibile o bizzarro come il bersaglio perfetto per una forma di cieca  discriminazione e violenza.</p>
<p style="text-align: justify">Un incidente che certamente non scoraggerà gli affezionati del Napoli Comicon a partecipare alla prossima edizione del Salone, prevista dal 1° al 4 maggio 2014 e che chiuderà il ciclo ‘Il fumetto incontra le altre arti’.</p>
<p style="text-align: justify">Dopo aver esplorato il rapporto con la letteratura, la musica, l’architettura, con la presenza costante anche del cinema di animazione e degli altri media, <strong>la prossima edizione nel Napoli Comicon sarà dedicata alle relazioni tra Cinema &amp; Fumetto</strong>, due arti che sono nate entrambe alla fine dell’Ottocento, influenzandosi a vicenda e condividendo eroi, mondi e generi come il western, la fantascienza, commedia, fantasy.</p>
<p style="text-align: justify"><b>di Angela Pansini</b></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inchiostrolibri.it/?feed=rss2&#038;p=1928</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Antonio Moresco presenta la Lucina</title>
		<link>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1917</link>
		<comments>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1917#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 28 Mar 2013 09:54:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[antonio moresco]]></category>
		<category><![CDATA[emanuele tonon]]></category>
		<category><![CDATA[enzo mansueto]]></category>
		<category><![CDATA[flaubert]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostro]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostrolibri]]></category>
		<category><![CDATA[kafka]]></category>
		<category><![CDATA[la lucina]]></category>
		<category><![CDATA[leopardi]]></category>
		<category><![CDATA[libreria zaum]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Romano]]></category>
		<category><![CDATA[Mondadori]]></category>
		<category><![CDATA[salvatre di giacomo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inchiostrolibri.it/?p=1917</guid>
		<description><![CDATA[Antonio Moresco racconta [alla libreria Zaum di Bari] &#8217;La lucina&#8217; e il suo primo approccio alla lettura e i suoi primi testi letti, da Leopardi a Omero. Dai primi testi scritti nel bagno a Kafka e Flaubert.]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio Moresco racconta [alla libreria Zaum di Bari] &#8217;La lucina&#8217; e il suo primo approccio alla lettura e i suoi primi testi letti, da Leopardi a Omero. Dai primi testi scritti nel bagno a Kafka e Flaubert.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/kdIDdjkAeUU" height="360" width="480" allowfullscreen="" frameborder="0"></iframe></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inchiostrolibri.it/?feed=rss2&#038;p=1917</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In edicola e fumetteria il primo numero di &#8216;Suore Ninja&#8217;. Intervista a Vanessa Cardinali</title>
		<link>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1909</link>
		<comments>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1909#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 15 Mar 2013 12:11:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comics&cinema]]></category>
		<category><![CDATA[2013]]></category>
		<category><![CDATA[angela pansini]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[Conclave]]></category>
		<category><![CDATA[Davide La Rosa]]></category>
		<category><![CDATA[disegno]]></category>
		<category><![CDATA[Editions du Long Bec]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni BD]]></category>
		<category><![CDATA[Elia Morettini]]></category>
		<category><![CDATA[Facebook]]></category>
		<category><![CDATA[francia]]></category>
		<category><![CDATA[fumetti]]></category>
		<category><![CDATA[gay]]></category>
		<category><![CDATA[Giorgio Cavazzano]]></category>
		<category><![CDATA[Giuseppe Di Bernardo]]></category>
		<category><![CDATA[Il nuovo romanzo di Dan Braun]]></category>
		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[La Bibbia 2]]></category>
		<category><![CDATA[Lario3]]></category>
		<category><![CDATA[LGBTQ]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca Comics & Games]]></category>
		<category><![CDATA[Lucca Project Contest]]></category>
		<category><![CDATA[MantovaComics]]></category>
		<category><![CDATA[Moebius]]></category>
		<category><![CDATA[Mulholland Dave]]></category>
		<category><![CDATA[Nicola Pesce Editore]]></category>
		<category><![CDATA[NPE]]></category>
		<category><![CDATA[Pan]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>
		<category><![CDATA[sceneggiatura]]></category>
		<category><![CDATA[Scuola Internazionale di Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Star Comics]]></category>
		<category><![CDATA[Suor Adalgisa]]></category>
		<category><![CDATA[Suor Gegia]]></category>
		<category><![CDATA[Suor Xena]]></category>
		<category><![CDATA[Suore Ninja]]></category>
		<category><![CDATA[umorismo]]></category>
		<category><![CDATA[Vanessa Cardinali]]></category>
		<category><![CDATA[Vaticano]]></category>
		<category><![CDATA[ZOGIV]]></category>
		<category><![CDATA[zombie]]></category>
		<category><![CDATA[Zombie Gay in Vaticano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inchiostrolibri.it/?p=1909</guid>
		<description><![CDATA[Di Angela Pansini  Suor Xena, Suor Gegia e Suor Adalgisa proteggono l’umanità da zombie gay e giganteschi robot messicani. Sono le Suore Ninja, e dal 14 marzo le loro avventure, scritte da Davide La Rosa e disegnate da Vanessa Cardinali, sono in edicola e fumetteria, edite da Star Comics. Il primo numero (di una serie [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Di Angela Pansini </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Suor Xena, Suor Gegia e Suor Adalgisa proteggono l’umanità da zombie gay e giganteschi robot messicani. Sono le Suore Ninja, e dal 14 marzo le loro avventure, scritte da Davide La Rosa e disegnate da Vanessa Cardinali, sono in edicola e fumetteria, edite da <a href="http://www.starcomics.com/">Star Comics</a>.</em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1910" alt="Davide La Rosa e Vanessa Cardinali al MantovaComics 2013" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/03/Davide-La-Rosa-e-Vanessa-Cardinali-al-MantovaComics-2013-300x202.jpg" width="300" height="202" /></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Il primo numero (di una serie composta da sei episodi) che leggeremo sarà ‘Zombie Gay in Vaticano’, una versione ampliata, riveduta e corretta dell’omonimo fumetto autoprodotto dagli stessi autori nel 2011. E le aspettative del pubblico e dei fans storici di Davide e Vanessa sono altissime e certamente non verranno deluse.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Noi di Inchiostro abbiamo fatto due chiacchiere con l’autrice dei disegni di ‘Suore Ninja’, Vanessa Cardinali appunto.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Classe 1982, nata a Chiaravalle ma residente a Jesi, Vanessa si forma presso la Scuola Internazionale di Comics, dove ha conosciuto Elia Morettini. Insieme partecipano e vincono con ‘Pan’ il Lucca Contest Pro</em></p>
<p><em style="text-align: justify; font-size: 13px; line-height: 19px;">ject 2008, vedendo pubblicata la loro storia in un volume curato dalla Edizioni BD.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Nel 2011, Vanessa e Davide La Rosa si imbattono l’uno del <a href="http://vanessacardinali.blogspot.it/">blog</a> dell’altra, dando vita al sodalizio artistico che ha portato alla pubblicazione di ‘ZoGiV’ e successivamente di ‘Suore Ninja’.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Tutto il resto è Storia.</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">***</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ciao Vanessa! </b><b>Ci dici qualcosa di te e di com’è cominciato il tuo percorso professionale?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Disegno da quando ne ho memoria, da quanto copiavo i mostri del ‘Daitarn III’ alla Tv, anche se per gran parte della vita ho studiato tutt’altro.</p>
<p style="text-align: justify;">Credo di poter dire di aver effettivamente cominciato un percorso professionale nel momento in cui mi sono finalmente iscritta alla <a href="http://www.scuolacomics.it/portale/">Scuola Internazionale di Comics</a> a Jesi, nel 2005. Da lì in poi ho cominciato a provarci per davvero!</p>
<p style="text-align: justify;"><b>C’è mai stato un momento particolarmente difficile nella tua carriera, durante il quale ti sei trovata a pensare che non ce l’avresti fatta e avresti potuto lasciar perdere il mondo del fumetto?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Ci sono stati sicuramente dei periodi complicati. Mi ricordo che il 2010 fu uno di questi. Venivo</p>
<p style="text-align: justify;">dall’anno dell’esordio con due albi e credevo che ormai tutte le porte mi si sarebbero aperte… E invece c’è voluto un bel po’ ad ingranare!</p>
<p style="text-align: justify;">Quindi, sì, mi è capitato di pensare che probabilmente non ci sarei riuscita a farlo come primo lavoro, ma avrei dovuto continuare a tenerlo come il ‘lavoro della sera e dei weekend’.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi, fortunatamente, non sono mai stata una che si arrende facilmente!</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Partecipare al Lucca Project Contest 2008, e vincerlo con ‘<a href="http://www.edizionibd.it/volumi.php?id=628">Pan</a>‘, è stato fondamentale per il  </b><b>lancio della tua carriera.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>In quell’occasione ti sei occupata anche della sceneggiatura: come ti sei trovata a ricoprire entrambi i ruoli di fumettista e sceneggiatrice? Ti è ricapitato successivamente, o comunque ti cimenteresti ancora in questo duplice compito?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Quella è stata la prima e l’unica volta, fin’ora, in cui mi sono occupata anche della sceneggiatura ed è stato parecchio complicato!</p>
<p style="text-align: justify;">Ho imparato molte cose sui tempi che prima non capivo a pieno, ma diciamo che, per ora, mi va benissimo lavorare su sceneggiatura di qualcun altro e avere così pochissimi pensieri in testa.</p>
<p style="text-align: justify;">Magari le cose cambieranno nel momento in cui avrò una storia precisa da dover raccontare.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Hai lavorato sia per il mercato USA che per quello francese.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Quali differenze sostanziali hai notato fra questi due committenti e nel tuo rapporto con gli editori esteri rispetto a quelli italiani?</b></p>
<p><em style="text-align: justify;"><a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/03/Suore-Ninja.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1911" alt="Suore Ninja" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/03/Suore-Ninja-225x300.jpg" width="225" height="300" /></a></em></p>
<p style="text-align: justify;">Per il mercato USA ho lavorato davvero molto poco! Ho realizzato solo 6 pagine di un flashback all’interno di un albo, quindi i miei contatti con gli editori erano praticamente nulli. Mi piacerebbe comunque poter rifare qualcosa per l’America, che in quanto a scene d’azione e scontri tamarri sono maestri e con loro avrei solo di cui divertirmi!</p>
<p style="text-align: justify;">I francesi invece comincio a conoscerli meglio essendo alla fine del secondo volume per loro. Mi piace tantissimo la concezione e l’importanza che danno al fumetto e al tuo lavoro in generale e al modo di raccontare le cose. Poi ovviamente il ‘contro’ è che sono abituati ad avere un numero esorbitante ed insano di vignette per pagina!</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Veniamo ai tuoi impegni attuali. </b><b>È in uscita per la Star Comics il primo numero di ‘<a href="http://www.starcomics.com/news.php?id=537">Suore Ninja</a>‘, spin-off di ‘Zombie Gay in </b><b>Vaticano’, un fumetto autoprodotto da te e Davide La Rosa, presentato al Lucca Comics &amp; Games 2011, le cui 840 copie andarono esaurite in tre giorni. </b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ci racconti qualcosa dell’evoluzione della trama, da ‘ZoGiV’ a questo primo numero delle ‘Suore’ (senza spoilerare troppo!)?</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>E per quanto ti riguarda, hai modificato la fisionomia di qualche personaggio?</b></p>
<p style="text-align: justify;">La storia di ‘ZoGiV’ e del primo numero delle ‘Suore Ninja’ è sostanzialmente la stessa.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente ampliata, riveduta e corretta! Le 28 pagine dell’autoproduzione sono diventate 94, quindi la storia ha un approfondimento maggiore e getta poi le basi per il continuo della serie.</p>
<p style="text-align: justify;">Per quello che mi riguarda, i personaggi sono rimasti gli stessi, non ho cambiato fisionomia a nessuno, anche se ho ridisegnato tutte le tavole che a distanza di se mesi dall’autoproduzione non mi piacevano più assolutamente!</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Come siete passati da una piccola autoproduzione alla pubblicazione di una serie bimestrale </b><b>con un importante editore come Star Comics?</b></p>
<p style="text-align: justify;">È stato fondamentalmente un gran colpo di fortuna!</p>
<p style="text-align: justify;">Quando ci siamo imbarcati nell’autoproduzione non ce lo aspettavamo di certo e lo abbiamo fatto soprattutto perché avevamo voglia e bisogno di lavorare su qualcosa che poi sarebbe diventato in qualche modo un prodotto finito.</p>
<p style="text-align: justify;">Era il periodo in cui io facevo prove su prove su prove senza concludere nulla e pure Davide non se la passava troppo bene lavorativamente, così tra tutti i progetti che avevamo assieme e che erano stati riposti nel cassetto, abbiamo tirato fuori quello che secondo noi sarebbe stato l’ideale per un’autoproduzione: ‘Zombie Gay in Vaticano’, appunto. Che a suo tempo non ci siamo neanche impegnati a proporre in giro, certi che nessun editore si sarebbe imbarcato in una cosa del genere!</p>
<p style="text-align: justify;">Poi il sold out in tre giorni a Lucca del 2011 ci ha ampiamente smentito e ha destato parecchia curiosità attorno a noi&#8230; E da lì poi la chiamata e l’arruolamento in Star Comics.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Uno dei segreti del successo di ‘ZoGiV’ (e di quello annunciato di ‘Suore Ninja’), oltre alla tua bravura come disegnatrice, sono le sceneggiature di Davide La Rosa, popolarissimo in Rete anche grazie al suo blog <a href="http://www.lario3.blogspot.it/">Mulholland Dave</a>.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Come ti trovi a lavorare con lui? Collaborate sempre in perfetta sinergia, oppure capita che siate in disaccordo qualcosa?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Capita ovviamente che siamo in disaccordo! Ma in linea di massima mi trovo bene a lavorare con lui, perché mi lascia moltissima libertà d’azione e abbiamo la stessa idea di ‘storia divertente’, cioè: scene d’azione, combattimenti, tamarrate, mostri improbabili&#8230; Mi diverto tantissimo!</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Dati i temi ‘scomodi’ trattati nei vostri fumetti, avete mai ricevuto critiche particolarmente aspre? Vi siete mai scontrati con qualcuno che vi abbia tacciati, per esempio, di eccessiva irriverenza, o perfino di blasfemia?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Per il momento è andato tutto molto bene. Eravamo preoccupati anche della reazione dei gay dopo ‘ZoGiV’, e invece hanno capito l’ironia e che eravamo dalla loro parte, non da quella della Chiesa! Poi in realtà anche molti credenti si sono dimostrati più autoironici del previsto e hanno capito il messaggio divertente dietro alla storia, senza nessuna polemica.</p>
<p style="text-align: justify;">Ad oggi c’è da segnalare solo un fondamentalista cattolico che ci ha scritto offeso nella <a href="https://www.facebook.com/SuoreNinja">pagina di Facebook delle ‘Suore’</a>, ma per il momento è un caso isolato.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Sei molto brava nell’adattarti a trame e personaggi fra loro assai diversi, basta dare un’occhiata al tuo <a href="http://vanessacardinali.blogspot.it/p/portfolio.html">portfolio</a> per capirlo.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Ma quali storie, o comunque quali temi al servizio di cui hai fino ad ora messo la tua matita, senti più vicini alle tue corde? O, magari, cosa ti piacerebbe disegnare in futuro che tu non abbia già fatto?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Quello che mi piace tantissimo disegnare sono le scene d’azione, di qualunque genere esso siano o ovunque siano ambientate. Se poi sono corredate da navi stellari, mostri e poteri magici, mi avete già conquistato!</p>
<p style="text-align: justify;">Se volete uccidermi invece, vi basta farmi disegnare qualcosa in cui parlano seduti ad un tavolo e 423 pagine… e basta!</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Torniamo brevemente a ‘ZoGiV’.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>Abbiamo detto che si tratta di un’autoproduzione: è una strada che indicheresti a un fumettista che intenda farsi notare sul mercato editoriale italiano?</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>E quali consigli ti sentiresti di dare, più in generale, a un emergente?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Ad un emergente consiglierei di non smetterei mai di crederci e di provarci, ché continuando a sbattere la testa al muro prima o poi si rompe il muro! L’autoproduzione è un bel modo per farsi notare e spostare l’attenzione su di sé, soprattutto se si riesce a trovare l’idea giusta.</p>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente ci si trova a dover gestire tutto da soli, senza eventuali supervisori che controllino e/o correggano il tuo lavoro, quindi forse per un esordiente è un po’ più complicato autogestirsi, ma potrebbe comunque valere la pena provare.</p>
<p style="text-align: justify;"><b>C’è qualche autore, qualche ‘mostro sacro’, dal quale trai ispirazione o che ti ha influenzato nella maturazione del tuo tratto?</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>E c’è invece qualche giovane autore che segui con particolare interesse?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Tra i mostri sacri devo nominare Giorgio Cavazzano, con cui sono cresciuta, e Moebius, che una volta scoperto è stato subito amore!</p>
<p style="text-align: justify;">Di autori più attuali mi piacciono molto Pierre Alary, Skottie Young, Sean Murphy, Bacalo, Barbucci… e milioni d’altri!</p>
<p style="text-align: justify;"><b>Qualche anticipazione sul futuro.</b></p>
<p style="text-align: justify;"><b>A cosa stai lavorando al momento, a parte i prossimi albi di ‘Suore Ninja’? Hai altri progetti per degli editori italiani oltre che stranieri?</b></p>
<p style="text-align: justify;">Sto ultimando (a giorni) un albo per la Francia. Il titolo è ‘Wild Wild East’ e uscirà ad aprile per le <a href="http://editions-du-long-bec.fr/">Editions du Long Bec</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo di questo, tutta la mia attenzione sarà rivolta ai restanti numeri delle ‘Suore’, che mi terranno occupata per tutto il 2013!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inchiostrolibri.it/?feed=rss2&#038;p=1909</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Recensione: La lucina &#8211; A. Moresco</title>
		<link>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1903</link>
		<comments>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1903#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 09 Mar 2013 11:56:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[antonio moresco]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostro]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostrolibri.it]]></category>
		<category><![CDATA[la lucina]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Romano]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inchiostrolibri.it/?p=1903</guid>
		<description><![CDATA[“Che lucina sarà? Chi l&#8217;accenderà?” Partendo da questa domanda, il racconto lungo di Antonio Moresco si struttura in una forma abbastanza distante dai romanzi italiani, la qualità della scrittura è senza dubbio pregevole. Questo libro sembra strutturato sulla solitudine, principalmente la solitudine intesa come un luogo fisico, oltre che mentale. Sin dalla disposizione dei capitoli, [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/03/la-lucina-moresco.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1904" alt="la lucina - moresco" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/03/la-lucina-moresco.jpg" width="182" height="276" /></a><em>“Che lucina sarà? Chi l&#8217;accenderà?”</em> Partendo da questa domanda, il racconto lungo di <strong>Antonio Moresco</strong> si struttura in una forma abbastanza distante dai romanzi italiani, la qualità della scrittura è senza dubbio pregevole. Questo libro sembra strutturato sulla solitudine, principalmente la solitudine intesa come un luogo fisico, oltre che mentale. Sin dalla disposizione dei capitoli, brevi e non bilanciati tra loro [alcuni lunghi, altri brevi], sembra si possa cogliere anche il tempo che ha diviso la stesura di ognuno dei frammenti di cui è composta questa storia. Ma la solitudine degli spazi emerge anche dalle parole con cui iniziano i capitoli: <strong>notte</strong>, <strong>cielo</strong> e soprattutto <strong>bambino</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe quasi iniziare a comprendere una relazione, i fili che tessono la storia sono fatti con queste parole, sicuramente. Raramente si inizia con il sole o la mattina, spesso si inizia di notte, con il cielo buio, o con il cielo piovoso; spesso si inizia parlando di un bambino.</p>
<p style="text-align: justify;">La lucina è lì, accesa o spenta, vicina o lontana, è una lucciola che potrebbe quasi direzionare la vita del protagonista. La natura invece accompagna, ma non con dolcezza, e qui, oltre per i dialoghi con gli uccelli o con la natura stessa, ritorna pesantemente Leopardi con una visione della natura come presenza pesante e ingestibile. Ci sono i terremoti, c&#8217;è la neve che copre tutto e impedisce ogni movimento. Ci sono brevi dialoghi e piccoli colpi di scena. Il rapporto tra la scrittura leggera e curatissima e la debolezza contenuta nelle parole, è uno degli aspetti più interessanti di questo testo, che però presenta delle scene che sembrano condire la storia, sembrano arricchirla di parole non necessarie, i terremoti, le scosse ripetute ci accompagnano in una instabilità che tuttavia sembra, da un certo punto in poi non più necessaria, ma evidente e quindi narrabile con difficoltà. Si narra di un cane, piccolo presagio di ciò che accadrà, delle figure che appariranno nella narrazione, lo ritroveremo in seguito il cane, ma la sua presenza non necessaria arricchisce di aperture possibili una storia che invece sembra voglia essere essenziale.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo è sicuramente un testo da leggere, una piccola storia che può aiutare i lettori italiani nel comprendere la differenza tra le storie scritte e la letteratura.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Luca Romano | @lucaromano_</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>[A. Moresco, <em>La lucina</em>, Mondadori, pp. 167, 10€]</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inchiostrolibri.it/?feed=rss2&#038;p=1903</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Concluso BilBOlbul 2013, proseguono gli appuntamenti per una Bologna a strisce</title>
		<link>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1898</link>
		<comments>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1898#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 01 Mar 2013 09:27:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comics&cinema]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[BilBOlbul]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[comics]]></category>
		<category><![CDATA[Festival Internazionale del Fumetto di Bologna]]></category>
		<category><![CDATA[fiera]]></category>
		<category><![CDATA[fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[grafica digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Hamelin]]></category>
		<category><![CDATA[Henning Wagenbreth]]></category>
		<category><![CDATA[illustrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Jason]]></category>
		<category><![CDATA[Lorenzo Mattotti]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Genovese]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Vanzella]]></category>
		<category><![CDATA[Michelangelo Setola]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Nona Arte]]></category>
		<category><![CDATA[pop art]]></category>
		<category><![CDATA[Tonto Comics]]></category>
		<category><![CDATA[underground]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Giardino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inchiostrolibri.it/?p=1898</guid>
		<description><![CDATA[Di Angela Pansini È calato il sipario sul Festival Internazionale del Fumetto di Bologna, ma ci sarà tempo fino al mese di aprile per visitare le mostre in programma. BilBOlbul ha concluso il 24 febbraio la sua settima edizione, proponendo un calendario di appuntamenti ricco e variegato, che ha abbracciato più di sessanta siti del [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Di Angela Pansini</strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<div id="attachment_1899" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/03/Bilbolbul_poster.jpg"><img class="size-medium wp-image-1899" alt="Bilbolbul 2013" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/03/Bilbolbul_poster-300x174.jpg" width="300" height="174" /></a><p class="wp-caption-text">Bilbolbul 2013</p></div>
<p style="text-align: justify;">È calato il sipario sul <a href="http://www.bilbolbul.net/2013/it/index.html">Festival Internazionale del Fumetto di Bologna</a>, ma ci sarà tempo fino al mese di aprile per visitare le mostre in programma. BilBOlbul ha concluso il 24 febbraio la sua settima edizione, proponendo un calendario di appuntamenti ricco e variegato, che ha abbracciato più di sessanta siti del capoluogo emiliano.</p>
<p style="text-align: justify;">Ospite speciale del BilBOlbul 2013 Vittorio Giardino, cui il Festival dedica un’antologica al Museo Civico Archeologico, ‘La quinta verità’, fino al 1° aprile, e, in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna al Cinema Lumière, una retrospettiva con una selezione delle pellicole che hanno ispirato i suoi celebri fumetti.</p>
<p style="text-align: justify;">Bolognese, classe 1946, <strong>Vittorio Giardino</strong> ha percorso trent’anni di fumetto europeo, seguendo una via personale e indipendente dalle mode ed è oggi uno dei Maestri della letteratura disegnata, amato per l’ordinata complessità dell’intreccio romanzesco come per la trasparenza espressiva del segno.</p>
<p style="text-align: justify;">L’esposizione – che percorre tutta la carriera del fumettista, dalle storie noir di Sam Pezzo, suo primo personaggio di successo, fino alle avventure della spia riluttante Max Fridman e a quelle di Jonas Fink, giovane ebreo nella Cecoslovacchia comunista del dopoguerra – pone l’accento su Giardino narratore, sulla sua capacità di tessere intrecci che, nelle forme del mistero e dell’avventura, sappiano rendere la complessità del reale, sull’eleganza e l’esattezza di un segno che interroga e seduce. In occasione della mostra viene pubblicato il libro ‘Vittorio Giardino. La quinta verità’, a cura di <a href="http://hamelin.net/">Hamelin</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Tra le proposte del Festival anche un altro nome di spicco del fumetto italiano, <strong>Lorenzo Mattotti</strong>, che con ‘Oltremai’ sarà in mostra presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna fino al 7 aprile. Prodotta dalla Logos Edizioni, in collaborazione con la Pinacoteca Nazionale di Bologna, la mostra presenta cinquanta tavole originali che fanno parte dell’omonimo volume edito dalla Logos. «Oltremai mi è sembrata subito la parola che riassumesse perfettamente il luogo mentale dove possono vivere queste immagini: oltremai il reale… oltremai il mondo… oltremai noi stessi…», ha dichiarato l’artista, spiegando il titolo scelto per questa mostra.</p>
<p style="text-align: justify;">Ben lontani dai forti colori a pastello che danno vita alle fiabesche scenografie del ‘Pinocchio’ di Enzo D’Alò, in questi giorni al cinema, varcata la soglia della sala che ospita l’esposizione, diventa chiaro che i veri protagonisti delle opere sono la luce e il buio, impegnati in un incessante scontro dal quale quest’ultimo risulta sempre vincitore. Le opere di ‘Oltremai’ – che risentono chiaramente dell’arte e della letteratura del passato, in particolare della produzione di Goya – sembrano essere scaturite non da un preciso processo creativo dell’artista ma dalle sue pulsioni più profonde, dalle quali è scaturito un originale processo creativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Accanto agli italiani non mancano esponenti delle avanguardie internazionali, come <strong>Henning Wagenbreth</strong>, con ‘The Wagenbreth Illustration Plant’, ospitata presso la Squadro stamperia galleria d’arte fino al 30 marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tedesco, autore della veste grafica di questa edizione del BilBOlbul, Wagenbreth è uno dei più interessanti disegnatori europei contemporanei. Ha iniziato la sua carriera come grafico, attivo soprattutto nella propaganda all’interno della città di Berlino negli anni Ottanta e, in seguito, ha messo la sua creatività al servizio di numerose attività diverse in tutta Europa, sorprendendo per la sua capacità di rappresentare argomenti importanti a livello sociale e politico, con una dose di humour e colori forti, spesso fluorescenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella mostra ‘The Wagenbreth Illustration Plant’ si nota subito la peculiarità dell’arte di Wagenbreth, nel forte impatto visivo e nella grande cura nei dettagli; nella sua forza di accostare l’espressività dell’underground con l’illustrazione dell’Europa dell’Est, il tratto fumettistico con la grafica digitale. I suoi lavori strizzano apertamente l’occhio alla pop art e ne fanno una delle figure più degne di attenzione all’interno del programma del Festival Internazionale di Fumetto di Bologna 2013.</p>
<p style="text-align: justify;">Da segnalare anche il norvegese <strong>Jason</strong> (al secolo John Arne Sæterøy), con ‘Tutto sarebbe stato lo stesso’, al Museo internazionale e biblioteca della Musica fino al 1° aprile.</p>
<p style="text-align: justify;">Considerato uno degli autori di punta della scena scandinava, Jason si è fatto conoscere a livello internazionale attraverso storie in cui reale e surreale si fondono in modo perfetto, dando vita a mondi narrativi inediti. I suoi racconti, abbandonato lo stile realista degli esordi, sono popolati da animali antropomorfi, cani, paperi, conigli dallo sguardo totalmente inespressivo, resi attraverso un tratto essenziale e grafico. Il silenzio domina la pagina con dialoghi assenti o ridotti al minimo. Comincia a pubblicare i suoi fumetti nel 1981 sulla rivista «Konk» e nel 1995 esce la sua prima graphic novel ‘Lomma full av regn’. Vince due volte (nel 1995 e nel 2000) il premio Sproing per il miglior fumetto norvegese. Tre sono invece i premi Eisner che gli vengono assegnati dal 2007 al 2009 per la miglior opera straniera pubblicata negli Stati Uniti, grazie ai libri ‘The Left Bank Gang’, ‘I Killed Adolf Hitler’ e ‘The Last Musketeer’, tutti editi da Fantagraphics Books. In Italia Black Velvet Editrice ha pubblicato ‘Ehi, aspetta…’ (2003), ‘Sshhhh!’ (2004), ‘Non puoi arrivarci da qui’ (2006).</p>
<p style="text-align: justify;">La mostra ‘Tutto sarebbe stato lo stesso’ invita i visitatori a immergersi nell’universo di Jason, in un percorso che si snoda tra gli scenari più ricorrenti delle sue storie mostrando una quotidianità in cui trovano spazio incredibili invenzioni narrative.</p>
<p style="text-align: justify;">Particolarissima anche l’esperienza creativa del collettivo austriaco <strong>Tonto Comics</strong> con ‘Se – Allora’, fino al 10 marzo all’interno della galleria ONO Arte Contemporanea. Tra gli artisti che collaborano regolarmente con Tonto Comics troviamo Edda Strobl, Helmut Kaplan, elffriede, Michael Jordan, Clemens Stecher, Simon Häußle, Aleksandar Zograf, Nicolas Mahler, Ulli Lust, Kai Pfeiffer, Igor Hofbauer.</p>
<p style="text-align: justify;">Spazio anche alle giovani promesse e agli autori emergenti, fra i quali <strong>Michelangelo Setola</strong> con ‘Dormire nel fango’, presso Spazio &amp; fino al 29 marzo, e ‘Beta’ di <strong>Luca Vanzella</strong> e <strong>Luca Genovese</strong>, al Rizoma Architetture fino al 22 marzo.</p>
<p style="text-align: justify;">Sempre più dichiaratamente Festival delle contaminazioni, BilBOlbul ha adottato il fumetto come veicolo di sintesi con altre forme di espressione artistica come la letteratura di genere, fino a restituire il giusto peso alle piattaforme virtuali di scambio e comunicazione fra addetti ai lavori e semplici appassionati. E ha ripristinato un intenso dialogo con le generazioni più giovani, nell’ottica di un medium trasversale e intergenerazionale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inchiostrolibri.it/?feed=rss2&#038;p=1898</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La rinascita di Tim Burton: Frankenweenie dal 17 gennaio nei cinema italiani</title>
		<link>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1887</link>
		<comments>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1887#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2013 18:35:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[comics&cinema]]></category>
		<category><![CDATA[3d]]></category>
		<category><![CDATA[Alice in Wonderland]]></category>
		<category><![CDATA[angela pansini]]></category>
		<category><![CDATA[animazione]]></category>
		<category><![CDATA[batman]]></category>
		<category><![CDATA[Beetlejuice]]></category>
		<category><![CDATA[bianco e nero]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[cortometraggio]]></category>
		<category><![CDATA[Danny Elfman]]></category>
		<category><![CDATA[Dark Shadows]]></category>
		<category><![CDATA[diversità]]></category>
		<category><![CDATA[Dracula]]></category>
		<category><![CDATA[Edward Mani di Forbice]]></category>
		<category><![CDATA[Frankenstein]]></category>
		<category><![CDATA[Frankenweenie]]></category>
		<category><![CDATA[horror]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostro]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostrolibri.it]]></category>
		<category><![CDATA[La rinascita di Tim Burton]]></category>
		<category><![CDATA[La Sposa Cadavere]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Romano]]></category>
		<category><![CDATA[Mary Shelley]]></category>
		<category><![CDATA[monster movie]]></category>
		<category><![CDATA[morte]]></category>
		<category><![CDATA[mummia]]></category>
		<category><![CDATA[Nightmare Before Christmas]]></category>
		<category><![CDATA[Peter Sorg]]></category>
		<category><![CDATA[stop-motion]]></category>
		<category><![CDATA[Tim Burton]]></category>
		<category><![CDATA[vampiri]]></category>
		<category><![CDATA[Walt Disney]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inchiostrolibri.it/?p=1887</guid>
		<description><![CDATA[Distribuito nelle sale statunitensi a partire dal 5 ottobre 2012, Frankenweenie lo sarà anche in quelle italiane il prossimo 17 gennaio. Il film di animazione in stop-motion di Tim Burton è un adattamento del cortometraggio omonimo realizzato nel 1984, il secondo dell’allora 26enne regista americano. Idea di base è  una parodia dei film tratti dal romanzo di Mary [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/01/FRANKENWEENIE_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1888" title="" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2013/01/FRANKENWEENIE_2-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>Distribuito nelle sale statunitensi a partire dal 5 ottobre 2012, Frankenweenie lo sarà anche in quelle italiane il prossimo 17 gennaio.</div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Il film di animazione in stop-motion di Tim Burton è un adattamento del cortometraggio </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">omonimo realizzato nel 1984, il secondo dell’allora 26enne regista americano. Idea di base è  una </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">parodia dei film tratti dal romanzo di Mary Shelley, ma con un gioco di parole nel titolo, costruito </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">da Franken, in onore a Frankenstein, e weenie, aggettivo che significa ‘miserabile’.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Nonostante una Nomination ai Saturn Award 1993 come Miglior lancio di un video, al corto</div>
<div style="text-align: justify;">venne assegnato un PG (visione consentita ai minori solo se accompagnati) e il film venne fermato <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">e affiancato dopo un anno alla proiezione per la Gran Bretagna di Baby: Secret of the Lost Legend, </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">ottenendo tuttavia poco successo di pubblico. Tim Burton fu perfino licenziato dalla Disney, a </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">conclusione delle riprese, poiché lo studio lo accusò di aver sprecato le risorse della compagnia.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Non trascurabile il fatto che fra i protagonisti del corto trovassimo Barret Oliver, noto per ruoli <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">come quello di Bastian nel film The NeverEnding Story e di David nelle due pellicole di Cocoon; </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Shelley Duvall, ovvero Wendy, moglie di Jack Torrance in Shining di Stanley Kubrick; Sofia Coppola, </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">figlia del regista italoamericano Francis Ford Coppola.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Dopo gli enormi successi conseguito da Tim Burton con Beetlejuice, Pee-wee’s Big Adventure e</div>
<div style="text-align: justify;">Batman, al film fu dato un rilascio in home video. Nel 1993 venne abbinato al lancio nei cinema di <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Nightmare Before Christmas.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Oggi Burton torna a riproporre quell’idea, facendone uno dei film più personali della sua ampia <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">filmografia.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Tuttavia pensare a Tim Burton dimenticando la tiepida accoglienza, da parte di pubblico e critica, <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">per i suoi ultimi lavori risulta pressoché impossibile. Nonostante Alice in Wonderland e Dark </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Shadows non possano definirsi progetti di mediocre qualità, bisogna ammettere che essi non </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">hanno retto il confronto con la fama che un regista di questo calibro si porta dietro.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Per questo motivo è plausibile avvicinarsi a Frankenweenie con curiosità e scetticismo, anche alla <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">luce del fatto che il plot di base è analogo a quello del cortometraggio originale. Dunque, come </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">trasformare la storia in un lungometraggio senza alterarla?</span></div>
<div style="text-align: justify;">Ogni dubbio viene fugato sin dai primi minuti di film, quando ci si rende conto che le tonalità del <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">bianco e nero vanno perfettamente a sposarsi con l’aspetto grottesco dei personaggi. Il risultato </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">è una pellicola dal sapore nostalgico, rassicurante e affascinante, attraverso la quale il regista </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">compie una rivisitazione dei suoi primi passi nel mondo della Settima Arte.</span></div>
<div style="text-align: justify;">In Frankenweenie c’è sopratutto la consapevolezza di un artista completo, che torna <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">all’animazione utilizzando il bianco e nero e la tecnica della stop-motion in tempi di 3D imperante.</span></div>
<div style="text-align: justify;">C’è la conoscenza del cinema e della letteratura horror, ma fuse magistralmente in qualcosa di <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">profondamente diverso da una catena di citazioni ammiccanti.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Tim Burton racconta una storia semplice, priva di grandi colpi di scena, quasi prevedibile nel suo <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">scioglimento e senza grossi virtuosismi diegetici.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Victor Frankenstein (voce di Charlie Tahan) è un bambino solitario, patito di scienza, con un</div>
<div style="text-align: justify;">unico grande amico: il suo cane Sparky. Quando Sparky viene investito da un’auto e perde la</div>
<div style="text-align: justify;">vita, Victor mette in pratica gli insegnamenti per professor Rzykruski (voce di Martin Landau) su <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">come una forte scarica elettrica genera delle reazioni biologiche negli esseri viventi. Riesumato e </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">rattoppato, con una forte scarica elettrica prodotta da uno dei tipici temporali che periodicamente </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">si abbattono sulla città di New Holland, il cane viene riportato in vita. Ma l’esperimento </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">perfettamente riuscito va tenuto nascosto al resto della comunità, impresa questa non facile a </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">causa della naturale vivacità di Sparky.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Il prodigio scientifico di cui il ragazzino è artefice è un pretesto per affrontare ancora una volta il <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">tema della diversità (caro a Tim Burton sin dai tempi di Edward ScissorHands). Il diverso è spesso </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">inviso agli altri, che si tratti delle percezioni degli adulti o dei suoi compagni di scuola, smaniosi di </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">vincere il concorso di scienza.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">La stessa idea di scienza come strumento di potere, a differenza dei suoi compagni, non domina </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">il giovane protagonista, il quale non crea una ‘Cosa’ senza nome, ma riporta in vita Sparky per </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">amore, per quella fusione di cervello e cuore che ha già in sé ancor prima che il professor Rzykruski </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">la faccia diventare cosciente.</span></div>
<div style="text-align: justify;">L’intersecarsi del cortometraggio con il suo adattamento, con personaggi aggiunti per dare</div>
<div style="text-align: justify;">maggiore varietà allo sviluppo narrativo, è impeccabile.</div>
<div style="text-align: justify;">Già con Corpse Bride Burton e il suo team avevano dimostrato di essere in grado di costruire</div>
<div style="text-align: justify;">complessi meccanismi che rendessero i movimenti del tutto naturali. Questa volta il regista fa <span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">quasi un passo indietro, regalandoci dei personaggi palesemente imperfetti, quasi delle bambole </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">dai movimenti fluidi e nel contempo ‘pupazzosi’. La luce che si rifrange sulla superficie dei capelli, </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">le modellazioni statiche e vintage dei tessuti degli abiti, i verticalismi innaturali dei personaggi, </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">con il loro aspetto a metà strada fra il cadaverico e lo stramboide (parte dell’andamento classico </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">dello stile burtoniano) dimostrano come Tim Burton abbia messo in questo progetto tutta la sua </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">passione per la tecnica dello stop-motion, senza aspirazioni di realismo.</span></div>
<div style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Si può dire con Frankenweenie Tim Burton è tornato alle origini. </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">Il suo cinema, che si è sempre confrontato con la morte e con la diversità, qui tocca uno dei </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">vertici più alti della sua riflessione grazie all’apparente semplicità dell’assunto che ha alla propria </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">base la profondità di ricerca del regista. Il film è lugubre, sentimentale, ironico e ricco di continui </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">richiami ai monster-movie del passato e alla filmografia dello stesso Burton, nell’iconografia e nei </span><span style="font-size: 13px; line-height: 19px;">nomi dei protagonisti.</span></div>
<div style="text-align: justify;">Grazie alla colonna sonora di Danny Elfman e alla fotografia di Peter Sorg, Frankenweenie</div>
<div style="text-align: justify;">conduce lo spettatore in un mondo irreale e proprio per questo sottilmente affascinante.</div>
<div style="text-align: justify;">Imperdibile.</div>
<div></div>
<div></div>
<div><strong>di Angela Pansini</strong></div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inchiostrolibri.it/?feed=rss2&#038;p=1887</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Indifferenza culturale e Halbbildung</title>
		<link>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1882</link>
		<comments>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1882#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2012 10:24:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri Filosofici]]></category>
		<category><![CDATA[adorno]]></category>
		<category><![CDATA[Dialettica dell’illuminismo]]></category>
		<category><![CDATA[giacomo pisani]]></category>
		<category><![CDATA[heidegger]]></category>
		<category><![CDATA[Horkheimer]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostrolibri.it]]></category>
		<category><![CDATA[Kultur]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Romano]]></category>
		<category><![CDATA[tecnica]]></category>
		<category><![CDATA[Teoria della Halbbildung]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inchiostrolibri.it/?p=1882</guid>
		<description><![CDATA[La riflessione filosofica di Adorno apre spiragli di senso che permettono di leggere alcuni aspetti essenziali della società contemporanea. La ragione strumentale, disvelando la natura in un determinata configurazione tecnica, definisce i limiti di accesso al mondo, relegando i soggetti ad ingranaggi attivatori. L’industria culturale, analizzata da Adorno e Horkheimer in “Dialettica dell’illuminismo”, costituisce lo [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La riflessione filosofica di Adorno apre spiragli di senso che permettono di leggere alcuni aspetti essenziali della società contemporanea. La ragione strumentale, disvelando la natura in un determinata configurazione tecnica, definisce i limiti di accesso al mondo, relegando i soggetti ad ingranaggi attivatori. L’industria culturale, analizzata da Adorno e Horkheimer in “Dialettica dell’illuminismo”, costituisce lo strumento di manipolazione fondamentale, che favorisce l’assorbimento degli individui entro gli schemi comportamentali convenzionali, funzionali alla conservazione dell’ordine astratto, estraniato, sussistente. Lo spirito resta dunque ipostatizzato in categorie assolute, indifferenti rispetto alla concreta elaborazione degli individui, le cui mansioni sono determinate da bisogni esteriori, alienati.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La critica di Adorno all’industria culturale viene approfondita nel volume “Teoria della Halbbildung” in cui la neutralizzazione, la frammentazione e la manchevolezza della formazione, vengono messi in relazione con l’estraneazione e il livellamento della cultura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Nella cultura è implicato l’orizzonte di senso di una comunità, che tesse le possibilità di relazione e le chiavi di senso indispensabili per il confronto. La cultura è dunque connessa con la storicità degli orizzonti eventuali di senso, in cui si condensano le possibilità realmente significanti per una comunità, che costituiscono il terreno di confronto, di elaborazione e di conflitto. Qui risiede la possibilità di rimodulazione dell’essere stesso, che è sempre rimesso all’esistenza degli uomini, nel suo carattere progettuale. Per quanto, come ci insegna Heidegger, l’uomo non possa essere il signore dell’essere, essendo essenzialmente esposto ad un certa configurazione storica delle cose che costituisce la sua apertura al mondo; nell’assunzione della storicità di tale apertura risiede la possibilità di rimodulare l’orizzonte stesso da cui l’uomo è portato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Tuttavia, come nota Adorno con acutezza nel saggio “Teoria della Halbbildung”, nell’uso tedesco il termine <a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2012/12/Adorno.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1883" title="Adorno" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2012/12/Adorno-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></span><span style="font-size: medium;"> si riferisce alla cultura dello spirito, in antitesi sempre più accentuata con la prassi. Ciò deriva evidentemente dall’autosufficienza della Kultur, a cui corrisponde una formazione neutralizzata, banale e frammentaria.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Le masse sono rifornite di cultura attraverso molteplici canali, annullando le condizioni storiche indispensabili ad una piena assimilazione ed elaborazione di essi, fino ad un livellamento caratterizzato dalla fugacità, dalla dispersione, dall’integrazione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">L’analisi adorniana rispecchia fedelmente i caratteri della società postmoderna. I caratteri storici che definiscono lo spirito di una comunità sono neutralizzati, e con questi gli individui, dispersi al di fuori dell’orizzonte di senso che favorisce la comprensione, sono privati degli strumenti ermeneutici indispensabili per l’appropriazione delle idee e dei contenuti culturali. Ne deriva l’assimilazione, il livellamento della formazione entro una dimensione di estraneità e di frammentarietà che astrae lo spirito della comunità dall’esistenza degli individui. Questi restano relegati nell’indifferenza, nello spaesamento, impossibilitati ad assumere la storicità delle proprie possibilità e ad incidere sull’ordine dell’essente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Come scrive Adorno, “</span><span style="font-size: medium;"><em>la scomparsa della tradizione determinata dal disincantamento del mondo si conclude con una situazione in cui non ci sono più immagini, con un isterilimento dello spirito che si acconcia a fungere da puro mezzo, che è a priori incompatibile con la Bildung. Non c’è più nulla che costringa lo spirito ad un vivo contatto con le idee</em></span><span style="font-size: medium;">” (Adorno, 1972, pp.25-26).</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">I caratteri tipici dell’alienazione moderna, pur causando l’assorbimento degli individui all’interno dell’ordine sociale sussistente, si fondavano su un pieno inserimento dell’individuo all’interno del proprio orizzonte storico, di cui egli era attivatore inconsapevole. Anche l’investimento totale, in ambito formativo, sulla tradizione, rimetteva lo spirito all’appropriazione- per quanto macchinica e alienante- degli individui, che hanno così potuto oggettivare il proprio disagio, riportandolo a condizioni storiche determinate. Come afferma Adorno; “</span><span style="font-size: medium;"><em>l’autorità mediava, più male che bene, fra la tradizione e i soggetti”. </em></span><span style="font-size: medium;">Le grandi rivoluzioni della modernità partono proprio dall’assunzione della storicità costitutiva della configurazione del sistema socio-economico, così come la filosofia marxiana si fonda sulla comprensione della contingenza delle leggi dell’economia di mercato e sulla critica del positivismo acritico delle filosofie che non assumono tale storicità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Secondo Adorno, però, “</span><span style="font-size: medium;"><em>le riforme scolastiche (sulla cui umana necessità non esistono dubbi) hanno eliminato l’invecchiata autorità; ma in tal modo hanno anche ulteriormente indebolito quell’appropriazione e interiorizzazione di contenuti spirituali- comunque già in via di sparizione- a cui era legata la libertà”(Ivi, p.26).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Al di fuori dei caratteri identitari che costituiscono il terreno delle scelte e delle decisioni, infatti, resta un coacervo di possibilità indifferenti, sganciate da qualsiasi progetto e comprensione. La neutralizzazione degli spazi e dei luoghi di cultura e di formazione ha favorito una modalità d’esistenza caratterizzata dall’irrequietezza, dalla diversione, dall’assorbimento nell’attimo. Le varie forme dell’indifferenza postmoderna, ben descritte da Lipovetsky, si fondano, a nostro parere, sull’astrazione dei soggetti dal proprio orizzonte storico, che si realizza sia con la neutralizzazione degli spazi e delle possibilità di relazione in una comunità, che attraverso l’erosione delle categorie alienanti, rigide e assolute, della postmodernità. La flessibilità che caratterizza il lavoro postfordista, infatti , assorbe ancor più l’individuo nell’incertezza, nell’ingestione e nella rapida evacuazione di possibilità di godimento istantaneo, che annichiliscono l’identità individuale impedendo progetti a lungo termine. Per questo, come nota Adorno, l’integrazione si rivela soprattutto nelle categorie del consumo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">La Halbbildung, la frammentarietà e la superficialità della formazione, è dunque connessa con il rifiuto del disagio sociale, che comporterebbe una revisione radicale della propria esistenza, con la necessità di assumere impegni e decisioni a lungo termine, investendo la propria identità, i propri modi di fare ecc. Come afferma Adorno, “</span><span style="font-size: medium;"><em>la Halbbildung è difensiva; evita quei contatti che potrebbero in qualche modo rivelare la sua problematicità. Non è la complessità, ma l’estraneazione a creare forme psicotiche della reazione alla realtà sociale: la stessa psicosi è l’estraneazione oggettiva che il soggetto ha fatto propria fin nel suo nucleo più profondo”(Ivi, p.45).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">E’ necessario qui fare delle precisazioni. Affermando l’importanza della </span><span style="font-size: medium;"><em>Kultur</em></span><span style="font-size: medium;">, nella sua costitutiva corrispondenza all’appropriazione e all’elaborazione degli uomini che costituiscono una comunità, non si intende richiamarsi a idee conservatrici o a pericolose forme di nazionalismo identitario. Lo stesso Adorno, nel saggio da cui siamo partiti, precisa che “</span><span style="font-size: medium;"><em>non solo è necessario spezzare l’assolutizzazione della Kultur, occorre anche che la concezione della Kultur come priva di autonomia, come dipendente dalla prassi e sua pura funzione non venga ipostatizzata, non si coaguli in una tesi dialettica” (Ivi, p.49).</em></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: medium;">Più precisamente, l’assunzione della storicità delle propria apertura all’essere e alle cose ci sembra il presupposto fondamentale per una rielaborazione della modulazione stessa dell’essente, che si faccia carico delle istanze dei soggetti deboli, oppressi da tale configurazione. In ciò l’alterità, nella sua irriducibile differenza, funge un ruolo fondamentale. Essa si insinua al fondo delle nostre certezze per porle in gioco, rivelandone i caratteri contingenti, possibili, come gli uomini che fanno la loro storia. Per questo, riprendendo le parole di Derrida, </span><span style="font-size: medium;"><em>“l’ospitalità è la cultura stessa e non è un’etica fra le altre. Nella misura in cui tocca l’ethos , cioè la dimora, l’esser presso – di – sé, il luogo del soggiorno familiare quanto il modo di esserci, il modo di rapportarsi a sé e agli altri, agli altri come ai propri o agli estranei, l’etica è ospitalità, è da parte a parte co-estensiva dell’esperienza dell’ospitalità, in qualunque modo la si apra o la si limiti”</em></span> (Derrida, 2005, p.27)<span style="font-size: medium;"><em>. </em></span><span style="font-size: medium;">Nell’ospitalità è implicato il nostro stesso essere “ospitati” dal mondo, e il nostro essere costitutivamente esposti al suo carattere temporale, storico, come gli individui in carne e ossa, a cui il mondo stesso è a sua volta rimesso.</span></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><strong>Di Giacomo Pisani</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inchiostrolibri.it/?feed=rss2&#038;p=1882</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Recensione: Simone Bisantino &#8211; Il ragazzo a quattro zampe [Caratteri Mobili]</title>
		<link>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1874</link>
		<comments>http://www.inchiostrolibri.it/?p=1874#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Dec 2012 13:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[10€]]></category>
		<category><![CDATA[76 pp.]]></category>
		<category><![CDATA[caratteri mobili]]></category>
		<category><![CDATA[Il ragazzo a quattro zampe]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostrolibri]]></category>
		<category><![CDATA[inchiostrolibri.it]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Romano]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[Simone Bisantino]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.inchiostrolibri.it/?p=1874</guid>
		<description><![CDATA[Le pagine scorrono al ritmo dei sospiri, dei respiri e dell&#8217;affanno. Si inizia lentamente, troppo lentamente per il ritmo delle parole. Sembra una rincorsa, una fuga da tutto. Ma come si può fuggire da tutto? Da qualche parte lo trovi sicuramente, Leo, che sta per scopare, per piangere, per continuare la sua vita come niente [...]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_1875" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a href="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2012/12/copertina-4-zampe.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-1875" title="Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe, caratteri mobili, 76 pp.,10€" src="http://www.inchiostrolibri.it/wp-content/uploads/2012/12/copertina-4-zampe-150x150.jpg" alt="Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe, caratteri mobili, 76 pp.,10€" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe, caratteri mobili, 76 pp.,10€</p></div>
<p style="text-align: justify;">Le pagine scorrono al ritmo dei sospiri, dei respiri e dell&#8217;affanno. Si inizia lentamente, troppo lentamente per il ritmo delle parole. Sembra una rincorsa, una fuga da tutto. Ma come si può fuggire da tutto?</p>
<p style="text-align: justify;">Da qualche parte lo trovi sicuramente, Leo, che sta per scopare, per piangere, per continuare la sua vita come niente fosse. Ma Leo diventa un uomo, una donna, diventa me e diventa chiunque. Lo trovi in cam mentre piange e fa sesso. Lo trovi negli angoli, sui bordi, mai al centro. Ogni tanto scompare e tra i racconti appare un pittore sposato che si innamora di una ragazza lesbica. È un raggio di luce, uno spiraglio luminoso tra i palazzi delle periferie. Come se alla fine potesse esserci anche qualcosa di splendido e che possa toccare anche a noi viverlo. Anche se dopo torneremo in quelle stanze sporche, o a fare sesso in un&#8217;auto per pochi soldi o a comprare droga da qualche parte. E non serve aggiungere molto altro. Questo libro è pieno. E questi racconti devono esser letti.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>[Simone Bisantino, Il ragazzo a quattro zampe, caratteri mobili, 76 pp.,10€]</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Luca Romano | @lucaromano_</strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.inchiostrolibri.it/?feed=rss2&#038;p=1874</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
