La cinquina dello strega 2012 ha problemi di comunicazione 2.0
Pochi giorni fa c’è stata la premiazione del vincitore del premio strega 2012, come tutti saprete è stato vinto da Piperno con il suo ultimo romanzo Inseparabili. Circa una settimana dopo due scrittori della cinquina, Emanuele Trevi e Lorenza Ghinelli, sono venuti a polignano per il festival de Il libro possibile. Era attesa la cinquina al completo, ma ci siamo accontentati, le interviste di Salis ai due scrittori (alcuni stralci li potete vedere qui insieme e qui solo Trevi) sono state piacevoli e la serata è trascorsa molto bene.
Sono tornato a casa e ho deciso, dopo aver pubblicato le interviste video che ho linkato prima, di diventare fan su facebook di tutta la cinquina, anche solo per essere aggiornato sui loro futuri incontri o sulle loro interviste. A questo punto mi sono accorto che effettivamente nessuno degli scrittori era su facebook. L’unica, la più giovane, è Lorenza Ghinelli, ed è presente con un profilo personale.
Spesso qui su Inchiostrolibri.it ci siamo dedicati alla comunicazione letteraria, e spesso abbiamo evidenziato dei punti su cui l’editoria dovrebbe migliorare o semplicemente fare più attenzione.
Questo caso, però, sembra talmente evidente una mancanza, ché potrebbe risultare infelice criticare i singoli scrittori. Evidentemente tutto il sistema comunicativo è carente da questo punto di vista. Possibile che nessuna delle cinque case editrici presenti al premio (Einaudi, Rizzoli, Ponte delle grazie, Newton Compton e Mondadori) abbiano pensato alla creazione di una pagina fans? Alla gestione della comunicazione web dei loro scrittori di punta candidati al premio più famoso in Italia? Sicuramente non esser presenti su Facebook è una scelta precisa, pensata e voluta. Allora ci chiediamo, come mai c’è stata questa scelta?
Eppure il vincitore del premio strega, ma spesso tutti i finalisti, compiono un salto di visibilità notevole ed una buona comunicazione web potrebbe permettere alle case editrici di incrementare le vendite. Forse facebook non gode di grande reputazione nel mondo editoriale. Sicuramente però si ha la percezione di un disinteresse di questi scrittori, e delle loro case editrici, nei confronti di una fascia di potenziali lettori, molti dei quali giovani, che utilizzano il web quotidianamente. Sarebbe interessante conoscere il perché di questa scelta e se a livello di vendite, una scelta di questo tipo, comporta un incremento o una riduzione (o se magari è ininfluente).
Luca Romano
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